Nessuno di noi uscirà vivo da questa vita

Cosa aspettiamo a vivere intensamente, a dire “ti voglio bene” liberamente, a guardarci negli occhi senza orgoglio, a chiedere scusa senza sentirci umiliati, ad abbracciare chi amiamo prima che il tempo trasformi tutto in ricordo.

Ci comportiamo come se fossimo eterni, rimandando la felicità, i sogni, i viaggi, gli abbracci, le parole importanti.

Eppure la vita passa, ci volta le spalle, un giorno alla volta mentre siamo stupidamente distratti da ciò che non conta veramente.

“NON E’ CHE ABBIAMO POCO TEMPO: LA VERITA’ E’ CHE NE SPRECHIAMO TROPPO”, scriveva Seneca.

Il dramma più grande non è morire, ma non aver vissuto pienamente: restare imprigionati nelle paure, schiavi del giudizio degli altri, pervasi dalle nostalgie, sequestrati dai rimpianti che ci tengono ancorati ai cancelli del passato.

La vita non aspetta chi esita, chi indugia, chi si arena.

Scriveva Albert Einstein: “IL TEMPO E’ RELATIVO, IL SUO VALORE E’ DATO SOLO DA CIO’ CHE FACCIAMO MENTRE STA PASSANDO”.

Accumuliamo impegni, lavoro, denaro, cose, appuntamenti, dimenticando che il tempo non si misura con l’orologio, ma con ciò che ci raggiunge nell’anima; esistono minuti che valgono più di interi anni: un abbraccio sincero, una carezza data a qualcuno che sta crollando, una risata condivisa, una preghiera fatta nel silenzio della notte, uno sguardo pieno d’amore.

E poi esistono anni interi vissuti senza esserci mai, distratti dalle cose, assenti a noi stessi.

La verità è che non siamo poveri di temposiamo spesso poveri di consapevolezza, di coraggio, di verità, di libertà; non è il tempo a consumare la vita, ma l’incoscienza, il sonno dell’ovvio, l’abitudine.

Alla fine della vita non conteranno le giornate piene, perfette….conteranno gli attimi vissuti, le persone amate, il bene donato, la luce portata nei cuori, l’amore lasciato in eredità…perché il tempo passa, ma ciò che abbiamo donato resta in eterno.

“ALLA FINE NON CONTERANNO GLI ANNI DELLA NOSTRA VITA, MA LA VITA CHE AVREMO MESSO NEI NOSTRI ANNI”, scriveva Abraham Lincoln.

Non è la morte la vera fine dell’esistenza, ma ciò che muore ogni giorno in noi mentre siamo ancora vivi.

Dovremo imparare a guardare il cielo molto più spesso, a sorridere qualche volta in più, a scegliere chi ci fa stare bene, a lasciar andare ciò che non ci nutre, a girare i tacchi da ciò che ci spegne, a visitare chi ci ama, a donare abbracci a chi abbiamo nel cuore, a smettere di sopravvivere e iniziare a vivere, vivere…..intensamente….prima che sia troppo tardi, perché l’orologio della vita non torna indietro…

Fonte pagina Facebook: Carmelo Impera

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