Il ruolo degli empatici nel mondo

Ci sono persone accanto alle quali è impossibile fingere troppo a lungo; non hanno bisogno di essere sensitivi, non devono leggere nel pensiero, non devono vedere l’aura, ma semplicemente SENTONO.

Sentono quando dietro un sorriso si nasconde un dolore, quando dietro la rabbia vive la paura, quando dietro l’indifferenza c’è una profonda solitudine, quando qualcuno dice: “Sto bene” mentre dentro di sé sta chiedendo aiuto in silenzio.

Queste persone sono gli EMPATICI.

Molti credono che il loro dono più grande sia sentire le emozioni degli altri…ma non è così.

Il vero dono di una persona empatica è riuscire a mantenere il proprio cuore aperto in un mondo che continuamente lo vorrebbe chiuso.

Fin da piccolo, l’empatico, diventa spesso lo specchio emotivo della propria famiglia, percepisce la tensione ancora prima che inizi una discussione, avverte il dolore che nessuno ha il coraggio di esprimere, sente la paura, il senso di colpa, la vergogna, la tristezza anche quando tutti fanno finta che vada tutto bene.

E, a poco a poco, comincia a credere che le emozioni degli altri siano anche le sue; diventa colui che consola, colui che comprende, colui che salva, colui che non può mai CROLLARE.

E tu…dove sei?

Dove sono i tuoi sentimenti?

I tuoi desideri?

La tua vita?

E’ impossibile portare sulle proprie spalle il mondo degli altri senza perdere, prima o poi, il proprio.

La vera maturità dell’empatico non nasce quando diventa più sensibile, ma quando smette di caricarsi ciò che non gli appartiene.

Quando comprende che la compassione non è sacrificio, che amare non significa salvare, che sostenere qualcuno non significa vivere la sua vita al posto suo.

Un empatico non è una SPUGNA destinata ad assorbire il dolore del mondo, ma assomiglia a un lago limpido, dove chiunque si avvicini può vedere riflessa la propria anima nelle sue acque.

Ma il lago non trattiene i riflessi, li accoglie e poi li lascia andare.

E’ questa la vera saggezza, puoi amare profondamente una persona e allo stesso tempo rispettare il suo cammino.

Puoi sentire il suo odore senza trasformarlo nel tuo.

Puoi esserle accanto senza dimenticare di tornare a te stesso.

Ed è proprio in quel momento che la sensibilità diventa un dono.

La missione più grande degli empatici non è salvare il mondo, è ricordare con la loro presenza che cosa significa essere veramente umani….non attraverso la pietà, ma attraverso l’AMORE.

Un AMORE che non pretende, non controlla, non salva….semplicemente illumina.

Ed è per questo motivo che accanto a un vero empatico, molte persone, per la prima volta nella loro vita hanno la sensazione di essere state davvero viste.

Fonte pagina Facebook: Natalya Kirone Sholda

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.