La femminilità della Sicilia

La Sicilia é femmina come le donne che nel 250 a.C. si tagliarono le trecce lunghissime per costruire le corde agli archi che poi sconfissero i Cartaginesi.

E’ femmina come la bella Damarete, regina di Agrigento; come le sagge Costanza D’Altavilla e di Svevia, che regnarono al posto dei figli ancora bambini per molti anni; come Cleopatra la siciliana, che uccise i suoi avversari e poi si avvelenò pur di non cadere nelle mani dei suoi nemici.

E’ femmina come Macalda di Scaletta che nel 1200 usava il suo fascino e la spada per sfidare ogni singolo avversario a duello.

La Sicilia é femmina come una delle più grandi donne della storia siciliana e donna d’affari, Franca Florio, e come le poetesse Nina Siciliana e Mariannina Coffa.

E’ femmina come le prime femministe, Genoveffa Basso e Suor Dorotea Bellini, che nei loro scritti cominciarono a parlare delle pari opportunità.

E’ femmina come le rivoluzionarie Santa Miloro, Giuseppa Calcagno, Antonina Cascio, Rosa Donato, Maria Teresa di Lana, che combatterono durante il Risorgimento in prima persona; come Peppa ‘a cannunera, la postina di Barcellona Pozzo di Gotto che a Catania fece piazzare un cannone nell’atrio di un palazzo, alle spalle dei borbonici accendendo personalmente la miccia.

La Sicilia é femmina come la prima donna che ha divorziato in Italia, la baronessa catanese Maria Paternò; come la prima donna che indossò i pantaloni in Europa, Massara Francisca.

E’ femmina come le donne che crearono la prima scuola nel periodo estivo per le donne che serviva a migliorare la loro cultura.

E’ femmina come Annetta Tasca Bordonaro che aprì nel 1916 il più grande ospedale militare dell’isola; come Maria Conti che invogliò le donne in fila per un pezzo di pane a ribellarsi alla guerra.

La Sicilia é femmina come Maria Costantino, Anna Guida, Vincenza Buscemi, Concettina Mezzasalma, Antonina Profita che occuparono le loro terre nel dopoguerra.

E’ femmina come Maria Occhipinti che incinta di cinque mesi, il 4 gennaio 1945 si sdraiò davanti alle ruote di un carro militare impedendo la partenza delle reclute che in guerra non ci volevano andare.

E’ femmina come le siciliane che hanno iniziato la resistenza italiana ad agosto del 1943.

La Sicilia é femmina come Ottavia Penna Buscemi, la prima candidata alla presidenza della Repubblica nel 1946; come la prima donna sindaco di capoluogo Elda Pucci e Anna De Maria, sindaco delle Eolie.

Femmina come Margherita De Simone e Pia Nalli, le prime donne diventate preside di una facoltà; come Gina Mare l’antifascista che illustrava alle donne i propri diritti da rivendicare.

Femmina come la fondatrice di una casa editrice molto importante, la Sellerio.

La Sicilia é femmina come Franca Viola che nel 1965 si rifiutò di sposare il mafioso che l’aveva ferita e violentata.

La Sicilia é femmina come tutte le altre donne che ogni giorno in silenzio e con dignità studiano, lavorano, accudiscono i figli e portano avanti la cultura ed il rispetto delle nostre terre.

(Agatha Orrico)

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