La nascita della bandiera siciliana

Il 3 aprile 1282 il popolo siciliano si identifica nella bandiera detta “del vespro“.

Non è una ricorrenza, né una data da calendario, ma uno dei momenti più radicali della storia politica della Sicilia.

Dopo quattro giorni dallo scoppio del Vespro, mentre l’isola era attraversata da una rivolta popolare senza precedenti contro il dominio angioino, nasceva la bandiera siciliana; divisa in diagonale da due colori: il rosso e il giallo, con al centro la Trinacria, un simbolo che ancora oggi sventola, che ancora oggi viene rivendicato con orgoglio, ma troppo spesso senza sapere bene il suo significato.

Questa bandiera non nasce in un periodo di pace, ma dentro un conflitto mentre un popolo si ribella.

Nasce mentre ‘a Sicilia vera smette di subire e comincia a decidere.

Quando questa bandiera viene innalzata per la prima volta l’Italia non esiste come Stato, come idea politica compiuta.

Esistono regni, dinastie, potenze che si contendono territori, ma in quel periodo preciso in quell’isola al centro del Mediterraneo accadde qualcosa di diverso.

Un popolo si riconosce come una comunità, ed è quella comunità che sceglie un simbolo.

La Trinacria è un segno antico e potente: le tre gambe piegate che si muovono in circolo rappresentano la Sicilia nella sua interezza geografica e simbolica, una terra centrale, dinamica e viva.

Non un’isola isolata, non un margine ma un centro.

E’ un simbolo che rappresenta il movimento, la forza, la continuità…è un simbolo di appartenza.

Quella bandiera non è stata concessa, non è nata da un trattato, non è frutto di una concessione benevola, ma è la figlia di una rivolta, di un momento in cui il popolo ha detto basta, in cui ha tracciato una linea, in cui ha deciso di essere.

Una bandiera che nasce da una rottura è pericolosa, perché ricorda che esiste un’alternativa alla subordinazione, perché dimostra che un popolo può cambiare il corso della propria storia.

Il 3 aprile quella bandiera viene celebrata, ma spesso manca la sostanza.

Perché una bandiera può essere due cose: un simbolo vivo o un oggetto vuoto, può essere ‘na bannera ca parra o ‘na bannera muta…la differenza la fa il popolo che la porta.

Se quella bandiera diventa solo memoria, nostalgia, estetica, allora perde la sua importanza e funzione; se torna a essere coscienza, allora riacquista il suo senso di origine.

Il 3 aprile 1282 è il giorno in cui la Sicilia afferma se stessa comu na terra na nazione.

Una nazione che esisteva prima delle costruzioni politiche e che aveva un’identità, un simbolo, una direzione.

Quella bandiera è il risultato di una scelta, di una rottura, di un atto di determinazione che prima o poi tutti siamo chiamati a fare i conti con quello stesso atto.

Se ancora oggi sventola non è solo un caso.

‘A bannera è ‘na responsabilità.

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