
L’ansia non è altro che la paura di vivere, e l’ansioso lo sa bene.
L’ansioso, infatti, quando assapora un po’ di benessere, vive nella continua preoccupazione che da un momento all’altro possa finire.
Quando riceve una buona notizia, teme che presto venga “sporcata” da qualche situazione contraria.
Quando sperimenta una bella stagione di vita non se la gode pienamente perché ha paura che all’improvviso possa finire.
L’ansioso ha paura di vivere in pienezza, infatti per lui la felicità è irraggiungibile; non riesce a godere fino in fondo delle cose; la sua inquietudine e preoccupazione sporcano tutto.
L’ansia è una brutta bestia; sequestra la mente invadendo il corpo con mille pensieri negativi che provocano successivamente fenomeni come gli attacchi di panico, veramente invalidanti.
Il vero problema dell’ansioso consiste nell’avere troppi pensieri e di sentirli addosso.
Il suo inconscio produce pensieri negativi che si trasformano in ossessivi una volta lasciati entrare e prestatogli ascolto.
L’ansioso non riesce più a fermare la testa e bloccare i pensieri che prendono il sopravvento generando sensazioni corporee ed emotive che limitano la vita come gli attacchi di panico.
La trasformazione interiore è molto importante per poter guarire; è inutile imbottirsi di psicofarmaci e passare la responsabilità a una compressa salva-serenità.
Nemmeno la fede riesce ad aiutare alcuni ansiosi; infatti quelle parole di Gesù danno sollievo per un attimo, ma poi ritornano i pensieri negativi e le emozioni cattive che riprendono il sopravvento.
Quindi che si fa?
Non combattere l’ansia, ma capirla, accoglierla, accettarla e imparare a conviverci, per poi capire quale messaggio porta e operare una trasformazione.
Trasformarla da nemica in alleata, da croce d’angoscia in sensibilità e bellezza, da sintomo fastidioso in voce amica che chiama il cambiamento.
Le anime ansiose sono spesso le più belle, le più sensibili ed emotive, piene di risorse interiori e ricchezza.
L’ansia dice sempre qualcosa di noi, del nostro modo di stare al mondo, del nostro bisogno di controllo, della nostra difficoltà ad affidarci.
L’ansioso vorrebbe prevedere tutto, evitare ogni problema, allontanare il dolore, scongiurare le malattie, proteggersi dalle perdite.
Ma la vita è imprevedibile!
Più cerchiamo di controllare, più perdiamo il controllo; più vogliamo evitare la paura, più la alimentiamo in un cortocircuito tra pensieri negativi, preoccupazioni e presagi negativi.
Guarire dall’ansia non significa eliminarla, ma cambiare il rapporto che si ha con essa.
E’ importante imparare a restare, a respirare dentro quelle sensazioni senza fuggire; dare un nome a ciò che accade.
Non tutto ciò che pensiamo è vero; non tutto ciò che sentiamo è sano; non tutto ciò che viviamo è simbolo di pericolo.
La fede di chi crede aiuta tanto, ma non come formula magica ma come esperienza di affidamento, quindi non dire “fammi stare bene subito” ma “insegnami a rimanere anche quando sto male”, perché il vero riposo non è l’assenza di tempesta, ma sentire che dentro quella tempesta non si è da soli.
La guarigione è un cammino fatto di piccoli passi, di ricadute, di consapevolezze che maturano piano piano.
La vera guarigione inizia quando smettiamo di avere paura della paura e impariamo a goderci la vita con tutte le piccole cose che ogni giorno porta con se…
Fonte: Carmelo Impera



