Una fiaba antica della mimosa

Molto tempo fa, si narra che, quando gli alberi parlavano con voce di vento e le montagne custodivano segreti antichi, esistesse un piccolo regno chiamato Valle Dorata.

Un luogo in cui l’inverno non faceva mai paura, perché la primavera arrivava sempre con un dono speciale: un’unica, luminosa mimosa che fioriva prima di ogni altra cosa.

La gente della Valle Dorata la chiamava l’Albero del Sole, perché i suoi fiori dorati sembravano catturare la luce e restituirla al mondo.

In quel regno viveva Altea, una donna dal cuore coraggioso e dallo spirito gentile, conosciuta per la sua saggezza e per la capacità di ascoltare tutti anche quando nessuno ascoltava lei.

Un giorno mentre raccoglieva erbe vicino al fiume sentì un lamento sottile, si avvicinò e chiese se c’era qualcuno.

Rispose una vocina come un soffio: “Sono io…la mimosa…mi stanno rubando la luce”.

Altea spalancò gli occhi perché vide proprio l’Albero sacro che stava parlando.

“Chi osa farti del male?” domandò Altea.

“Un’ombra antica, una creatura che teme la forza delle donne e vuole spegnere ciò che illumina il mondo”.

Allora Altea decise di partire.

Attraversò boschi, salì colline, parlò con animali e spiriti del vento.

Tutti le dicevano che l’ombra si nascondeva nella Grotta del Silenzio dove nessuno aveva mai osato entrare.

Quando arrivò sentì una voce che le domandò: “Perché sei qui?”

Altea rispose: “Per riportare la luce alla mimosa”.

Ma l’ombra ringhiò: “La luce non appartiene a voi…le donne devono restare in silenzio”.

“La nostra voce è antica quanto il mondo, e non può essere spenta”, rispose Altea.

L’ombra si scagliò contro di lei avvolgendola in un buio gelido; ma Altea non tremò, chiuse gli occhi e ricordò tutte le donne della Valle Dorata: le madri, le figlie, le anziane, le lavoratrici, le sognatrici, e così disse: “Io non sono sola”, e dal suo cuore si sprigionò una luce dorata, la stessa luce dei fiori di mimosa.

L’ombra urlò, si dissolse e la grotta tornò silenziosa e non più oscura.

Quando Altea ritornò alla Valle Dorata vide la mimosa brillare più di prima e suoi rami erano carichi di fiori, così tanti che sembravano una cascata d’oro.

“Hai salvato la mia luce, e con essa la forza di tutte le donne”, disse l’albero.

Così la regina proclamò: “Da oggi, ogni anno celebreremo questo giorno…sarà l’8 marzo, la Festa della Donna, e la mimosa sarà il simbolo del coraggio, della gentilezza e della luce che nessuna ombra potrà mai spegnere”.

Così, da allora, le donne ricevono un ramo di mimosa come promessa di rispetto, gratitudine e libertà.

E si dice che, nelle notti di primavera se si ascolta con attenzione, la mimosa sussurra ancora: “La luce vive in voi”.

LA FORZA DELLE DONNE E’ UN DONO ANTICO E LUMINOSO.

NESSUNA OMBRA PU0′ SPEGNERLA, PERCHE’ NASCE DAL CORAGGIO, DALL’UNIONE E DALL’AMORE.

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