
Il comportamento di un bambino è il riflesso del proprio genitore, non dell’insegnante, non dello Stato, non del telefono….solo il tuo.
Se un bambino urla è perché qualcuno gli ha insegnato che alzare la voce è un modo per imporsi.
Se umilia è perché ha visto che sminuire gli altri può sembrare una forma di forza.
Se manca di rispetto è perché ha imparato che il rispetto diventa facoltativo quando ci si sente superiori.
Se non chiede scusa è perché non ha mai visto un genitore avere l’umiltà di farlo.
Se mente è perché ha imparato che dire la verità costa più di una bugia.
I bambini non nascono con l’odio, non nascono con il disprezzo e neanche con il desiderio di ferire.
Tutti questi comportamenti si imparano: a tavola, in macchina, durante tutte le discussioni che gli adulti credono che i bambini non stiano ascoltando.
La parte più difficile non è sentirlo dire, ma guardarsi allo specchio e riconoscere che forse quel carattere che oggi ti infastidisce in tuo figlio è lo stesso che non hai mai corretto in te stesso.
E’ più semplice dare la colpa alla scuola, agli amici e alla “generazione di oggi”, perché assumersi la responsabilità fa male e non tutti sono pronti per affrontare davvero questo discorso.



