Il mercoledì delle Ceneri

Il mercoledì delle Ceneri ci fa entrare nel tempo della Quaresima; un periodo forte dove il Signore ci chiama a essere autentici, facendoci sperimentare tre grandi luoghi in cui possiamo disintossicarci dal bisogno di essere sempre al centro dell’attenzione per recuperare il bisogno di essere Uomini e Donne Veri alla luce di Dio.

L’elemosina, la preghiera e il digiuno sono il grande alfabeto che ci dona la Quaresima per prepararci all’incontro con la Pasqua.

Nessuno può risorgere se non accetta di morire a ciò che lo imprigiona.

La prima prigione da spezzare è quella del proprio IO che ci fa vivere sempre concentrati su noi stessi, sui nostri bisogni, sulle nostre convinzioni, sulle nostre emozioni oscurando quasi sempre l’altro, chi ci sta accanto, il nostro prossimo; quindi in questo periodo, ma poi sempre, ci impegniamo a non avere più come priorità il nostro IO, ma dentro la nostra testa dobbiamo far entrare la grande variabile del TU.

La seconda prigione è quella dell’autosufficienza, cioè di pensare di bastare a se stessi; solo pregando ci accorgiamo che Dio esiste e che non siamo noi, una notizia liberante perché ci riconcilia con i nostri limiti.

L’ultima prigione da cui liberarsi è quella delle nostre mancanze; passiamo tutta la vita a riempire i nostri vuoti, ma solo digiunando da questo riempimento sarà possibile trovare una via d’uscita.

Perché digiuniamo?

Digiuniamo per preparare il nostro cuore alla Quaresima.

La Chiesa cattolica ci invita al digiuno come cammino spirituale che ci aiuta a mettere ordine nel nostro cuore e a rivolgere di nuovo lo sguardo a Dio.

Non si tratta solo di astenersi dal cibo, ma di imparare a vivere con ciò che è essenziale, riconoscendo che Dio è Colui che soddisfa i nostri bisogni.

Il significato del digiuno cristiano

Secondo l’insegnamento della Chiesa:

-ci aiuta a convertire il nostro cuore riconoscendo le nostre debolezze;

-rafforza l’autocontrollo aiutandoci a non essere schiavi dei nostri desideri;

-ci unisce al sacrificio di Cristo soprattutto nel cammino quaresimale;

-risveglia la solidarietà rendendoci più sensibili ai bisogni degli altri.

Il digiuno che piace a Dio non è solo esteriore.

Siamo anche chiamati a:

-digiunare dall’egoismo;

-dal risentimento;

-dall’indifferenza;

-e a riempire quello spazio con la preghiera, il perdono e la carità..

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